martedì 9 dicembre 2025

Parole antiche

Vi siete mai chiesti cosa significa la parola idiota? Questa parola ha un’origine antichissima e una storia ancora più straordinaria! 
Vedete, gli antichi greci avevano una parolina curiosa: «idiotes» (da cui deriva appunto la parola idiota). L'idiotes nel mondo greco stava a indicare l’uomo privato, l'uomo che pensa soltanto al suo orticello. Non gli importa nulla di guardare oltre palmo del proprio naso, teme ciò non conosce, disprezza ciò che non gli è famigliare. Ma che c’entra con la stupidità? Ecco, un giorno Socrate fu avvicinato da uomo che gli disse: «devo dirti una cosa importante.»
«Un momento», lo interruppe Socrate, «Prima vorrei farti tre domande. Dove lo hai sentito?»
«L'ho sentito in giro. Lo dicono tutti».
«Va bene. Sei certo di ciò che affermi?»
«Ne sono assolutamente certo!»
«Ti faccio un’ultima domanda allora, se ti portassi chi potrebbe smentire il tuo racconto, saresti disposto ad ascoltare?»
«Perché dovrei farlo!» gli rispose l’uomo sempre più seccato. «Sarebbe una perdita di tempo!»
Socrate allora si rivolse al suo discepolo: «Vedi, quest’uomo vuole riferirmi una cosa che è sulla bocca di tutti, una cosa di cui è assolutamente certo e non è disposto ad ascoltare nessuno che possa metterla in discussione. Ecco, quest’uomo è un idiota!»
Beh, dopo quasi due millenni la situazione è la stessa: l'hanno detto in tv, lo dicono tutti è una delle frasi che mi capita di sentire più spesso! Assieme a «ne sono certo!» Pochi pensano, domandano, ipotizzano; tutti invece sanno e affermano. La nostra è la società delle certezze assolute, una società che ha fatto dell'idiozia un'arte e dell'arroganza uno stile di vita. 
Ci sono persone che sono dei muri. Letteralmente. È inutile parlare, argomentare, tentare di spiegare: loro hanno ragione e tu hai sempre torto. Ma sapete una cosa? Quando sto per perdere la pazienza, ripenso alle parole di Socrate: Non sa nulla, pensa di sapere tutto ed è convinto di avere ragione: ecco, quest’uomo è un idiota!

sabato 6 dicembre 2025

Il vuoto

Ecco una foto che potrebbe bene rappresentare i corridoi della nostra mente. Si potrebbe obiettare che è tutto vuoto, magari in maniera sarcastica. A pensarci bene tuttavia il vuoto, insieme alla materia, definisce la totalità di quella realtà complessa che è lo spazio. Il pensiero non si può vedere eppure ha grande valore. Possiamo assimilarlo al vuoto della foto. Esso assume una forma percepibile grazie alla materia che lo definisce. I muri che vediamo sono i confini del nostro corpo con i colori che gli hanno dato le nostre peregrinazioni mentali giornaliere. E quelle foglie secche in primo piano sono forse dei vecchi pensieri dimenticati. Hanno perso la capacità di essere sogno e aria, dunque non volavano più. Così si sono materializzati al suolo. È una metafora della nostra vita.

venerdì 5 dicembre 2025

Riflessioni sulla luce e sulla notte

Ho sempre immaginato la notte come il buio che segue la luce, il riposo a fine giornata. Ora è diventata una strada da percorrere tutti i giorni. Mentre la attraversi ti guardi indietro e vedi i tuoi ricordi, ti guardi intorno e vedi il tuo presente, con tutto il suo essere. Gioie (poche), problemi, preoccupazioni e paure. Guardi avanti e non vedi nulla. Il buio avvolge l'avvenire e lo rende oscuro. L'istinto, di notte, è quello di smettere di camminare. Ma non è possibile perché il tempo, da dietro, ti spinge. Poi viene il mattino, la luce che ti acceca. Chi ha camminato tutta la notte lo affronta già stanco, con un pattinare di neuroni stanchi che ti fanno venire il mal di testa. E aspetta che torni la notte, sperando che da via impervia diventi rifugio morbido e stancamente caldo. Non troppo, per riposare senza dimenticare di essere vivi.

martedì 8 settembre 2015

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Dopo mesi e mesi di inattività riprendo a scrivere. Le idee non mancano, anche se ho perso un poco l'abitudine. La mia assenza è stata forzata, ma ora mi ripropongo di tenere aggiornato questo spazio. Sto rileggendo l'amata Etty Hillesum e l'ombroso Primo Levi, insieme a libri nuovi sui quali mi sto facendo un'idea. A presto, a tutti.

martedì 22 aprile 2014

Riflessioni

Bisogna combattere come pulci le tante piccole preoccupazioni per il futuro che divorano le nostre migliori forze creative. Ci organizziamo l’indomani nei nostri pensieri, ma va tutto in modo diverso, molto diverso […] Si devono fare le cose che vanno fatte e per il resto non ci si deve lasciar contagiare dalle innumerevoli paure e preoccupazioni meschine […]

 

(Etty Hillesum, Diario 1941-1943, ed. Adelphi, 2009