giovedì 19 luglio 2012

Ricordo di Etty Hillesum

Ricordo di Etty Hillesum

Oggi voglio lasciare qualche appunto su Etty (Esther) Hillesum (Middelburg, Paesi Bassi 1914 – Auschwitz, Polonia 1943), giovane ebrea olandese che nella sua breve esistenza seppe teorizzare e soprattutto vivere una forte resistenza interiore al male, tale da farle guardare con amore anche chi le faceva del male e la colpiva negli affetti più cari.

Mente brillante e intelletto curioso, si laureò in giurisprudenza nel 1939 e cominciò a studiare anche lingue slave e a insegnare russo.

Fu determinante il suo incontro con lo psicologo Julius Spier, allievo di C.G. Jung, il quale la spinse a cominciare quel diario che la accompagnerà fino agli ultimi anni della sua vita e lascierà la traccia del suo luminoso pensiero.



Etty Hillesum nei suoi scritti ci ha lasciato la testimonianza di un’evoluzione spirituale straordinaria che matura proprio quando intorno a lei si stringe la morsa del terrore nazista.

Mentre si inasprisce la repressione contro gli ebrei e cominciano le deportazioni di massa, Etty inizia una battaglia contro l’odio dentro di sé, contro il male nella storia, e matura una sensibilità religiosa personale, un credo tutto suo, estraneo a chiese, sinagoghe, dogmi.

All’incontro con il male, la Shoah, risponde impegnandosi concretamente a estinguere ogni forma di odio dentro si sé. Da qui nasce l’apertura alla dimensione del Divino, nella quale Dio è concepito come la parte più interna di se stessa, quell’intimo al quale fare riferimento quando le circostanze della storia sembrano remarci contro.

La spiritualità di Etty Hillesum, fatta di molta introspezione e nessun formalismo ben si attaglia alla necessità, propria del nostro tempo, di valori forti da interiorizzare non legati al rispetto di orpelli esteriori dei quali non riusciamo a cogliere il significato.

Il male, casus che ha generato la riflessione originaria, non manca; e intatta resta la bontà dell’approccio interiorizzante che si assume per combatterlo.

Combattere il male che si ha dentro come prima battaglia contro quello che c’è fuori.



"Per umiliare qualcuno si deve essere in due: colui che umilia, e colui che è umiliato e soprattutto: che si lascia umiliare. Se manca il secondo, e cioè se la parte passiva è immune da ogni umiliazione, questa evapora nell'aria. Restano solo delle disposizioni fastidiose che interferiscono nella vita di tutti i giorni, ma nessuna umiliazione e oppressione angosciose. Si deve insegnarlo agli ebrei.
Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l'ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c'erano cartelli che ci vietano le strade per la campagna. Ma sopra quell'unico pezzo di strada che ci rimane c'è pur sempre il cielo, tutto quanto.
Non possono farci niente, non possono veramente farci niente.
Possono renderci la vita un po' spiacevole, possono privarci di qualche bene materiale o di un po' di libertà di movimento, ma siamo noi stessi a privarci delle nostre forze migliori con il nostro atteggiamento sbagliato: con il nostro sentirci perseguitati, umiliati e oppressi, con il nostro odio e con la millanteria che maschera paura. Certo ogni tanto si può esser tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così. E tuttavia: siamo soprattutto noi stessi a derubarci da soli.
Trovo bella la vita, e mi sento libera"
(dal Diario (1941-1943), Milano, ed. Adelphi, 1985)



Scritti di Etty Hillesum:



Diario (1941-1943), Milano, ed. Adelphi, 1985


Lettere (1942-1943), Milano, ed. Adelphi, 2001

Lettere inedite, in Con Etty Hillesum. Quaderno di informazione e ricerca, n. 1, p. 8-18. Apeiron Editori, Sant'Oreste 2009

Etty Hillesum : pagine mistiche, ed. Ancora 2007



Per un approccio alla figura di Etty Hillesum:
Etty Hillesum : la fortezza inespugnabile, di Isabella Adinolfi, Genova, ed. Il melangolo, 2011

Il volto : principio di interiorità : Edith Stein, Etty Hillesum, di Cristiana Dobner, Genova ; Milano, ed. Marietti 1820, 2012

Etty Hillesum : una testimone del Novecento, di Pascal Dreyer, Roma, ed. Lavoro, 2000

Etty Hillesum : une voix dans la nuit, di Cécilia Dutter, Paris, ed. R. Laffont, 2010

Etty Hillesum : una coscienza ispirata, di Sylvie Germain, Roma, ed. Lavoro ; Fossano : Esperienze, 2000

Ritratto di Etty Hillesum / Ingmar Granstedt, Milano, ed. Paoline, 2003

Etty Hillesum : un itinerario spirituale : Amsterdam 1941-Auschwitz 1943, di Paul Lebeau, Milano, ed. Paoline, 2000

Etty Hillesum : un cuore pensante, di Graziella Merlatti, Milano, Ancora, c1998

Un'estrema compassione : Etty Hillesum testimone e vittima del lager, di Nadia Neri - Milano, B. Mondadori, 1999

Credo in Dio e negli uomini : storia di Etty Hillesum, di Patrick Woodhouse ; prefazione di Rowan Williams - Torino, Lindau, 2010

Etty Hillesum – L’intelligenza del cuore, di Wanda Tommasi, Padova, Messaggero, 2002



Link utili:

http://www.ettyhillesum.it/ ricchissimo di indicazioni e bibliografie anche di testi in lingua straniera

martedì 5 giugno 2012

Ieri e oggi

Non scrivo sul blog da ormai due mesi, e non si tratta solo del fatto che sono stato molto impegnato con il lavoro.
Sono successe tante cose: gli scandali in Vaticano, la crisi economica che si è ulteriormente aggravata, il terremoto in Emilia.
Sono cose che mi toccano, rispetto alle quali non riesco a essere indifferente.

Non mi sembrava il caso di spendere parole circa altri argomenti.

martedì 3 aprile 2012

Commento di Mariangela


Merita lo spazio di un post, non di un semplice commento.

Lo scritto ha attinto dai vostri cuori e al meglio, avete descritto la vostra visione umana del mondo, piccoli attimi, percezioni istantanee che colorano la quotidianità e illuminano di luce nuova le nostre prospettive. Solo animi aridi non colgono le mille sfaccettature dell'universo che ci circonda, ma guai dolersene, lasciamoli nella loro opprimente oscurità prima che  ci trascinino nel buio.
Bravissimi

Grazie Mariangela, ciao. :)

lunedì 2 aprile 2012

Una microstoria che insegna a vivere



Pubblico volentieri e con soddisfazione questa microstoria scritta dalla mia cara amica @LaviniaPucci e da me.

Il titolo che le ho dato è significativo: Lavinia lo sa perfettamente che quanto mi ha scritto non è una semplice narrazione, ma una lezione di vita, che io apprezzo moltissimo.

In una nostra precedente conversazione, cara Lavinia, scrivevamo che la lettura ci salverà. Anche la scrittura, direi ora.



@PaoloArcari

Quella sera di primavera, tornando a casa, Giulio sentiva dentro di sé una sensazione di intima soddisfazione che gli scaldava il cuore.

La temperatura mite lo aveva invogliato a scegliere la strada più lunga e la luna, quasi piena, gli inargentava i pensieri.

Incontrò due fidanzati che passeggiavano mano nella mano e, dopo qualche minuto, alcuni amici che ridevano chiassosamente divertendosi per chissà quale motivo.

Arrivato sulla porta di casa, in uno slancio di ottimismo, pensò che la vita non poteva essere che bella, e che ogni situazione e ogni problema potessero risolversi per il meglio; in fondo, cosa c’era di male a immaginarsi un mondo pieno solo di bontà e buoni sentimenti?

Questo slancio, però, durò solo lo spazio di pochi secondi.

Il suo io razionale prese presto il sopravvento, con parole lapidarie: "la realtà circostante, caro Giulio, non cambia nonostante le tue pie intenzioni e la tua buona disposizione d’animo".

Giulio non era uno stupido e pensò che forse il suo io era troppo severo; in fondo, Epicuro diceva che “non sono gli eventi che colpiscono l’uomo, ma la percezione che egli ne ha”.

Così tra questi pensieri, si abbandonò nelle braccia di Morfeo.



@LaviniaPucci

La mattina successiva, Giulio si svegliò prima del solito. Una luce opaca filtrava dalle persiane e lui sentiva i pensieri ancora sfilacciati dal sonno.

Fuori una cappa di nuvole basse intristiva il primo verde della campagna.

Giulio aprì le imposte e lasciò entrare l'aria. Era fresca, ne respirò a pieni polmoni e sentì dentro di lui un lento mutare di stati d'animo, qualche pensiero triste affiorare.



Si sedette sul bordo del letto, così ancora in pigiama e i capelli arruffati. Un po' inerte.

Sarebbe stato facile abbandonarsi a una sequenza progressiva di digressioni negative, associazioni multiple e tortuose di immagini e pensieri.

Ma Giulio aveva ancora la sensazione di benessere della sera precedente, le intense emozioni che aveva vissuto e soprattutto una nuova forza interiore.



Se nessuna cosa buona aveva esistenza illimitata, se non durava per sempre ma solo per brevi istanti di bellezza, allora, rifletteva Giulio, occorreva cogliere il momento, viverlo profondamente e non dolersi del transeunte né di qualsiasi cosa negativa che sarebbe apparsa lungo il cammino dell'esistenza.



Ancora una volta, Giulio attinse da se stesso una prospettiva nuova da cui osservare le cose, riattivare il movimento del pensiero e trovare risorse preziose con cui affrontare le esperienze quotidiane.



Sì alzò con un sorriso, la mente sgombra e rilassata. Pronto per vincere le sue battaglie con la vita.



Grazie Lavinia, cara amica!

giovedì 15 marzo 2012

Ricordo di Don Lorenzo Milani

Quarantacinque anni fa mancava ai vivi don Lorenzo Milani.
E' una figura che ammiro e ho sempre ammirato, che è stata una delle mie più appassionate letture da giovane studente.
Propongo un suo brano, tratto da "L'obbedienza non è più una virtù" che contiene una riflessione autentica e forte, più che mai attuale.



"Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto".

Mi auguro che queste parole non cadano nel vuoto, di leggere qualche commento.

sabato 3 marzo 2012

Foto, pensieri e sentimenti

Pubblico alcune foto.
Ognuna di esse mi ha fatto venire in mente un pensiero, un concetto o altro.
Voglio condividerlo con Voi e sentire se avete dei commenti, se siete d'accordo o cos'altro.



La vita che passa



La depressione



Un pensiero che vaga per la mia testa



Il mio passato

martedì 21 febbraio 2012

Poesia e psichiatria

 

Reparto psichiatrico


Sembianze.
Vestigia di mondi bizzarri
ricalcano gesti consueti.

Insieme
essendo ovunque
non siamo in alcun punto:
semplicemente, allacciate, vortichiamo.


- Poesia di Antonella De Marco -